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Lago di Misurina – Auronzo di Cadore 5 agosto 2012.

Ore 04.45 suona la sveglia, obiettivo prendere il primo transfer quello delle 05.30 che da Auronzo mi porterà al lago di Misurina dove alle 08.00 come da trentanove anni partirà la Camignada.

Arrivo a Misura (1.750 m) con buonissimo anticipo così ho tutto il tempo di preparare il Camel Bag, rivisitare la cartina dell’altimetria del percorso cercando d’imparare a memoria i tratti più impegnativi ed i punti ristoro…. tutto lavoro unitile, sarà l’emozione sarà l’agitazione di partecipare per la prima volta ad una manifestazione di questo tipo, ma non ricordo nulla solo il nome del primo rifugio………..vabbè mi dico improvviserò strada facendo!!!

L’aria è fresca saremo a 16 gradi, decido di partire in maniche corte e ripongo nello zainetto la giacca in goretex (materiale obbligatorio).

Il via alle 08.20, alla partenza mi rendo conto che non ho fatto un ben che minimo riscaldamento, poco male mi aspettano ben 30 chilometri, che poi saranno 31,5 con 1.300 di D+ e 2.400 D- di tempo per scaldarsi c’è, anche troppo!!! (chiuderò la corsa impiegando 5 ore e 21 minuti, come avevo previsto il tempo per riscaldarsi lo avevo trovato).

Alla partenza si percorre la strada asfaltata che porta alle tre Cime di Lavaredo, 3 km di “dolce” salita per rodare le gambe, prima del casello si devia a destra prendendo il sentiero che ci condurrà al Rifugio Auronzo (2.330 m) dove è posto il primo controllo, seguendo la carreggiabile si costeggia la chiesetta Madonna delle Crode si percorre un agevole tratto in piano per poi giungere al Rifugio Lavaredo (2.344 m) secondo posto di controllo e primo punto ristoro. Mi fermo qualche minuto anche per osservare la maestosità delle Tre Cime di Lavaredo che si ergono davanti a me, mangio un quadretto di cioccolata rigorosamente fondente e poi si riparte, ho percorso circa 7,5 km sto bene e la prima salita impegnativa è andata via liscia.

Proseguendo il sentiero si raggiunge in leggera salita la forcella Lavaredo (2.454 m) in uno scenario meraviglioso con lo sfondo delle mitiche pareti nord delle Cime di Lavaredo teatro di tante imprese alpinistiche, così alternando discese e salite si arriva al 10 km rifugio Locatelli terzo posto di controllo. L’itinerario da seguire piega verso est (itinerario 101 così recita il road book) su un tratto di ghiaioni passando al di sopra l’Alpe dei Piani e agli stupendi laghetti omonimi. Il sentiero ora sale davvero ripido, ingrano le ridotte (passi brevi e veloci) in single track per arrivare alla Forcella Cengia (2.522 m) e li a poco al Rifugio Pian di Cengia dove oltre il posto di controllo siamo accolti anche dagli ospiti del rifugio che ci incoraggiano con dei BRAVI, BRAVI!! (km 13,5) mi sento bene ho dosato bene le forse e sopratutto ora ricordo che dal 17°km al 18°km mi aspetta l’ultima e più ripida salita del percorso.

Dal rifugio si scende leggermente su una cengia nella roccia scavata dagli alpini nella prima guerra mondiale e si attraversa il Passo del Fiscalino antico confine politico (2.528 m cima Coppi del percorso). Una ripida (e qui ripida vuol dire RIPIDA!!) e tecnica discesa ci porta al Rifugio Zsigmondy-Comici, (2.224 m) check point e secondo ristoro.

Mi concedo qualche minuto di pausa, ho i quadricipiti belli caldi, mi riprometto di allenare la discesa quando sarò a Perugia. Prima di ripartire mi sincero che gli organizzatori siano stati informati da qualcuno giunto prima di me dell’infortunio occorso ad una ragazza nella ripida discesa, tutto ok già si stanno informando/organizzando.

Si riprende la corsa sempre in discesa per il vasto piedistallo ghiaioso della Croda di Toni.

La successiva ed impegnativa salita (l’ultima del percorso) ci porta alla forcella Giralba (2.431 m), qui mi affianco ad un signore alla 20° partecipazione, lo seguo fedelmente e passo dopo passo arriviamo alla forcella, di qui dopo una breve discesa giungiamo al Rifugio Carducci (2.297 m) sesto posto di controllo e terzo ristoro, sono al 18°km secondo il mio GPS.

Finalmente la salita è termina ora mi aspetta la tanto sospirata discesa di 12 km, chiamo mia moglie per informarla che tenendomi largo tra 1 ora e 1/4 arriverò al traguardo e di preparare la macchina fotografica, che poi per un problema tecnico non immortalerà il mio arrivo, approfitto della pausa e chiamo anche Michele al quale avevo inviato l’itinerario e gli comunico che la parte più tosta (al momento ne ero convinto) l’avevo superata.

Il solito signore alla 20° partecipazione mi consiglia di riposare qualche minuto bere bene e mangiare qualcosa, vedrai che rimpiangerai la salita!!!!

Dal rifugio inizia una lunga ed “estenuante” discesa  attraverso l’assolata Valle Giralba, in poco più di 5 km si perdono più di 1.000 di quota, ciottoli, pietroni, sassi, massi e tratti di torrente sono la stupenda ma faticosa cornice di questa incredibile picchiata.

In fondo alla valle si arriva a Pian delle Salere ultimo posto di controllo, c’è un cartello scritto a penna che recita MANCANO 6,7 km “ma come secondo il mio conteggio dovevano mancare solo 5 km??” non saranno certo quei 1, 5 km in più a scoraggiarmi….. ma al momento di ripartire le gambe non ne vogliono sentire i quadricipiti sono di marmo, aveva ragione quel signore ho rimpianto la salita.

Per forza di inerzia riesco a riaccendere “il motore”  attraverso la statale (ottimamente presidiata dagli organizzatori) e prendo la ciclabile sterrata che porta ad Auronzo di Cadore, si attraversa il torrente Ansidei (quello incontrato il discesa qui è un po’ più impetuoso) e dopo qualche chilometro arrivo al Palazzetto del Ghiaccio, meta e termine della corsa.

Anche se il termine è per chi conclude le ultra trail, mi sento FINISHER!!!!

Per la cronaca ho impiegato quasi due a percorrere quei 12 km di di discesa altro che 1 ore e 1/4 per tenersi larghi!!! Mi riprometto ancora una volta di allenare la discesa una volta a Perugia.

Corro (si fa per dire) a fare una bella doccia calda (si fa per dire!!!!)

Per il prossimo anno mi riprometto anche di insegnare a Lorella come si utilizza la mia nuova macchina fotografica!!

Alessandro

http://www.caiauronzo.it/percorso.html

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